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Giuseppe Simone Aielli, Editore
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N. 4, marzo 2001

E-Drome | News | Privacy | Info

News.net: anarchia o spinta legittima alla liberalizzazione delle estensioni?, E' gratis! Allora è solo una favola e Sicurezza e certificati

 

Salve a tutti,
qualcuno negli ultimi giorni ha sofferto per la mancanza di e-drome? Tanti! Ogni giorno abbiamo ricevuto decine di mail da webmaster o da semplici persone che ci chiedevano quando sarebbe ripartito il sistema. Questo ci fa piacere, ma veniamo alle spiegazioni: come anticipato nel numero precedente, il sito e-drome, con tutta l'attività connessa, è stata ceduta dal precedente proprietario (Bluvideo) alla ditta Executive Service srl, e questo ha comportato un'esagerazione di lavoro, sia burocratico che tecnico. Ora possiamo dire che la maggior parte dei problemi è stata risolta e nei prossimi giorni saranno messi a punto gli ultimi dettagli.

Cosa cambia? Niente, solo che riceverete la fattura da una ditta diversa. I prezzi, i servizi e tutto il resto (soprattutto le idee) rimangono invariati. Anzi possiamo dire che le cose miglioreranno notevolmente, dato l'apporto finanziario (e non solo) della nuova ditta. Ad esempio le risorse umane: oggi come oggi quattro persone lavorano a tempo pieno nella struttura e-drome, che presto sarà in grado di fornire molti nuovi servizi, come la registrazione .IT in tempo reale e la vendita di certificati digitali, sempre online. La stessa struttura e-drome è inserita in un contesto che dispone di un totale di venti addetti, mille mq. di uffici e più di 10 anni di esperienza sul mercato dell'IT.

Continuate a seguirci, non ve ne pentirete. 

In questo numero troverete:

News.net anarchia o spinta legittima?
Molti ci hanno contattato allarmati per comunicarci che i nuovi dominii sono già disponibili e in vendita. Ricordate il numero 2 di e-drome.news? Nella saga delle bufale legate ai nuovi TLD ci tocca scrivere una altro capitolo, e vedremo il perchè.  

E' gratis? Allora è solo una favola
E' tempo di riflettere sul fatto che anche su Internet "nessuno fa niente per niente". Breve storia delle fregature prese e date dal free-system e sul suo tramonto ormai, pare, definitivo. 

Sicurezza e certificati
Con questo articolo iniziamo una serie sulla sicurezza, che culminerà in qualche mese nella disponibilità di una nuova categoria di prodotti: i certificati digitali. Cerchiamo di capire cosa sono e a cosa servono.  

Al solito, buona lettura,
Giuseppe Simone Aielli.

P.S. perché non approfittare dell'occasione per iscrivere un collega a e-drome news? Va alla fine della newsletter e usa la form di iscrizione, oppure fa un salto su www.e-drome.net, te ne sarò grato! 


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News.net: anarchia o spinta legittima alla liberalizzazione delle estensioni?

E' degli ultimi giorni la notizia che una neonata società americana chiamata News.net ha iniziato la vendita di indirizzi internet basati su venti estensioni (per l'esattezza venti) attualmente da considerarsi "eccentriche". Parliamo, ad esempio, di ".kids", ".sport", ".travel" e ."xxx"

Da un punto di vista puramente normativo tali estensioni non sono accettabili per il fatto che l'ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), l'ente indicata ufficialmente dal governo americano per sovrintendere agli Indirizzi internet con potere di ufficializzazione, non ne ha dato alcun consenso.

Da un punto di vista teorico-provocatorio è altresì accettabile che qualcuno assuma comportamenti ab-normali al fine di continuare a garantire il piano libertario e non rigidamente controllato sul quale la rete si è sviluppata nel corso degli anni. Notiamo, tra questa schiera, l'intervento entusiastico del Prof. Milton Mueller (Syracuse University) ad elogiare e incitare altre iniziative simili e a scagliarsi contro "l'incredibile controllo politico centralizzato dell'ICANN".

Ma vediamo, per prima cosa, come la cosa sia possibile: perché, notiamolo, i domini con le estensioni "eccentriche" sono attualmente in vendita per $ 25 e qualcuno le sta comprando.

Da un punto di vista tecnico chiunque, con un PC collegato a Internet, può assegnarsi estensioni attraverso la modifica del dns: anche le più bizzarre. Il problema è che tali estensioni le vede soltanto lui. A meno che, con mezzi persuasori, non convinca qualcuno a modificare le impostazioni del proprio pc con la stessa modifica del dns. E' semplice da fare ma ovviamente non tutti lo sanno fare o semplicemente lo vogliono fare. A meno che, qualcuno non lo faccia per loro: ovvero gli Internet Service Provider. La soluzione di News.net è stata proprio questa: riuscire a stabilire partnership con importanti ISP, quali ad esempio Earthlink Inc., Net Zero Inc. ed Excite Home Corp che provvederanno a dare inoltro automaticamente ai loro fruitori d'accesso verso le nuove estensioni.

Il no-Comment di ICANN è sintomatico: l'autorità (per logica americana) deriva dal consenso all'offerta. Se questa esisterà neanche ICANN potrà contrastarla, ma soltanto cercare di riorganizzarla.

E-drome non è assolutamente d'accordo!

Libertà, in casi come questi, è da leggersi come libertinaggio ai danni dell'utente finale. Una volta modificato il dns ad opera del fornitore d'accesso questi diviene automaticamente in grado di decidere anche quali siti (con estensioni canoniche) rendere visibili e quali celare. In sintesi: accedendo, ad esempio, a Internet con NetZero sicuramente vedo le estensioni di News.net ma magari mi può capitare di non vedere il sito IBM o Nike o altro. Dal libertinaggio alla censura e al controllo.

E-drome, nella sua ottica davvero di libertà, registra i domini riconosciuti internazionalmente e internazionalmente visibili, di cui riconosce all'acquirente il completo controllo e la completa proprietà.

(Michele Pensato)


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E' gratis? Allora è solo una favola

L'euforizzazione dei mercati sulla new economy è finita. Il crollo disastroso del nasdaq e l'annientamento di aziende prima considerate storiche, come E-Toys, non lasciano che il rammarico e il sospiro del rimorso a chi ha creduto alle favole di net-business. 

Ora è il momento, per tutti, di riflettere… per andare oltre, per andare avanti. Il primo tassello da scalciare nella favola di Internet è quella della gratuità della rete. La rete costa: in termini strutturali, organizzativi e soprattutto di risorse umane. Un server costa, una consulenza costa, un manager costa. 

Eppure tutti regalavano (perché fortunatamente parliamo del passato) internet; e tutti regalavano tutto di internet: accessi, siti standard, e-commerce. La logica del FREE era chiaramente di ritornare con una contropartita "altra" rispetto a quello che si offriva gratis. Poteva essere la pubblicità dei banner, poteva essere l'accordo con una azienda di telefonia per fare "pacchetto unico" (un unico flop!), poteva essere "se diamo l'accesso gratis vendiamo wap": poteva essere ma non è stato. Tanto che, negli USA, appena alcuni provider sono tornati alla vendita pura hanno recuperato clienti persi durante la fase della gratuità. Insomma: la gente vuole prima di tutto buoni servizi poi, se capita, qualche regalo malfunzionante o inutile. Allora responsabilizzazione nell'offerta: tenendo presente che un cliente ottenuto con regalucci prima o poi si ritorcerà contro come un macigno e nessuno potrà mai considerarlo fidelizzato. 

Chi è responsabile può concedersi (che bello!) di raccontare le favole ai propri figli: "C'era una volta Cappuccetto Rosso…" e di svegliarsi la mattina è dire: "Il mio dominio è in vendita a 49.000 lire". Sperando che sempre più in minor numero dicano qualcosa tipo "C'era una volta un dominio che io regalo".

(Michele Pensato)


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Sicurezza e certificati

Il più massiccio attacco informatico conosciuto finora è stato messo a segno. Gli hacker: un gruppo non specificato dell'Est europeo (probabilmente da Russia e Ucraina). Le vittime: più di 40 siti prevalentemente statunitensi. Il bottino: più di un milione di carte di credito e dati personali connessi. La forza di polizia: l' FBI che, per la prima volta, attraverso il Centro di Sicurezza Internet, renderà noti i dati raccolti

Che fare? Per quanto riguarda gli amministratori di sistema il miglior consiglio è quello di non considerarsi mai "salvi", che lungi dall'essere un invito all'angoscia paranoica è semplicemente un invito a dedicare anche solo 10 minuti quotidiani all'informazione relativa alla sicurezza. Per gli utenti microsoft ricordiamo il link a http://www.microsoft.com/technet/security/current.asp per le informazioni sulle vulnerabilità di sistema e i patch gratuiti per ovviarvi. Aggiungiamo un primo elenco di file indicanti la compromissione del sistema: ntalert.exe, sysloged.exe, tapi.exe, 20.exe, 25.exe, 80.exe, 139.exe, 1433.exe, 1433.exe, 1520.exe, 26405.exe, i.exe. Altri eseguibili spesso usati negli attacchi sono : lomscan.exe, mslom.exe, lsaprovs.exe, pwdump.exe, serv.exe, smmsniff.exe

Oltre questo veniamo ai certificati digitali, vera ed unica azione preventiva alla sicurezza. Attualmente sono la garanzia di maggiore sicurezza trovabile in rete, in particolare se sono forniti da un ente certificatore esterno. Essi non fanno viaggiare il dato "in chiaro" ma lo rendono criptato sul protocollo https. Il procedimento non è diverso da quello in uso fin dal tempo dei Greci: quello dello "schitale". I Greci scrivevano su una striscia di cuoio un testo apparentemente illeggibile. Solo attraverso "uno ed un solo" cilindro metallico ad incastro se ne dava corretta decodifica.

Oggi, in internet, il messaggio "in chiaro" viene criptato attraverso una "chiave" (il nostro cilindro) e successivamente decriptato non dando spazio temporale ad una risoluzione diversa dall'uso della chiave perché la statistica combinatoria data da un certificato a 128 bit genera numeri di probabilità altissimi… non collegabili all'emivita umana.

I dati criptati possono riferirsi sia ai contenuti dei statici (informazioni) dei siti sia a quelli dinamici (es. carta di credito). Si parla in ogni caso di web certificate.

Ma i dati criptati possono anche riferirsi ai contenuti dei messaggi di posta elettronica. Si parla allora di personal certificate. Questi ultimi hanno uguale rilevanza e, se i primi riguardano più specificatamente i webmaster, i personal certificate riguardano tutti gli utilizzatori della posta elettronica. Oltre a proteggere i contenuti informativi di un messaggio di posta elettronica si definisce univocamente anche il mittente di quel messaggio: nessuno potrà mandare posta a nome vostro, perché solo voi possiederete la "chiave" della vostra titolarità

(Giuseppe Simone Aielli e Michele Pensato)


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