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E-drome.NEWSPer proprietari di dominio o aspiranti tali |
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| Una newsletter gratuita Giuseppe Simone Aielli, Editore info@e-drome.net |
N. 1, Dicembre 2000 |
Salve a tutti,
vorrei potervi trasmettere l'emozione che si prova quando si scrive il primo numero di una newsletter come questa. Ma il successo imprevisto della nostra iniziativa, che ha raccolto più di cento iscrizioni soltanto nel primo mese di vita, impone una maggiore seriosità.
Quindi cercherò di trasmettervi solo qualche informazione utile, perchè questo è quello che e-drome.news si propone: novità, curiosità ed occasioni dal mondo dei dominii e di Internet in generale. Questa newsletter verrà infatti spedita a tutti coloro che si registreranno in qualche modo nel sito e-drome, e conterrà solamente notizie di carattere generale; non è focalizzata alla pubblicità ed avrà un taglio molto sintetico. Iscriversi o cancellarsi è semplicissimo e può essere fatto persino da dentro la newsletter, che è scritta in HTML (senza Javascript) per essere più interattiva e accattivante. Spero che la troviate interessante e che iscriviate amici e parenti.
Infine, se desiderate contribuire o avete dei contenuti che considerate interessanti dovete solo farvi avanti, sarete i benvenuti!
In questo numero troverete:
@zione.net, una proposta di e-drome per nomi di dominio "cool"I nuovi Top Level Domains, quanto tempo ancora?
Quanto tempo si dovrà ancora aspettare per i nuovi TLD? E voi siete
pronti per quando si scatenerà la corsa all'accaparramento dei nuovi .COM?
E-Drome vi spiega come fare.
La globalizzazione e le tasse, reportage
Commercio elettronico in pillole. Avete già o volete iniziare
un'attività di vendita online? E-drome.net è un'attività commerciale
completamente digitale: vi spieghiamo qualche caratteristica di questa
fantastica opportunità e di come (al solito) lo stato ci complicherà la vita.
Buona lettura,
Giuseppe Simone Aielli.
P.S. perché non approfittare dell'occasione per iscrivere un collega a e-drome news? Va alla fine della newsletter e usa la form di iscrizione, oppure fa un salto su www.e-drome.net, te ne sarò grato!
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Uno dei problemi maggiormente sentiti a proposito della registrazione dei dominii Internet è il severo affollamento dello spazio COM-NET-ORG, il più interessante, secondo un'opinione diffusa. Questo spazio, a differenza del TLD regionale (in Italia IT), che ne contiene al momento di scrivere meno di 500.000, è costituito da vari milioni di indirizzi, e questo genera non poca frustrazione se si cerca un nome corto fatto con una o più parole comuni combinate, oppure un nome di una città, un cognome, ecc.
Questo problema troverà una parziale soluzione nei prossimi mesi. E' partita già da qualche settimana, infatti, la registrazione di nomi in lingue diverse dall'inglese (per lingua, in questo caso, si intende soprattutto il set di caratteri utilizzabile). In poche parole fino a qualche settimana fa' era possibile registrare soltanto nomi composti dai caratteri compresi tra "a" e "z" e da "0" a "9", eventualmente inframezzati da un trattino ("-"). Invece, in questo momento, è già possibile registrare dominii scritti in Cinese, Coreano e Giapponese, che presto saranno seguiti dall' Arabo, Spagnolo e Portoghese. Non si dovrà attendere molto per poter registrare in Italiano e Francese, e questo renderà immediatamente disponibili nuovi dominii, cosa che produrrà sicuramente il solito fenomeno di accaparramento iniziale. Volete un esempio? Società, scritto con l'accento, al momento non è registrabile, ma presto lo sarà. E' facile immaginare che, per determinati nomi, ci sarà una "corsa sul tempo", ma è chiaro che, anche se non di molto, si creerà nuovo spazio disponibile.
Intanto che aspettiamo per questo e per i nuovi TLD (vedi articolo successivo), dei quali si discute ormai da troppo tempo, questo consentirà di ottenere un nome più adatto a moltissimi, magari direttamente un ambitissimo .COM. Ma abbiamo anche un'altra proposta, questa volta in esclusiva da e-drome.net. Com'è possibile ciò? Stiamo sperimentando un nuovo sistema che consentirà a tutti i nostri clienti di disporre di un nome cool, ottenuto sostituendo il carattere "a" (oppure un altro carattere) col carattere "@".
Hai presente il sito buy@fiat.com? Allora prova a digitare www.registr@zione.net nella barra degli indirizzi, e guarda. Presto anche tu puoi avere (o riavere) il nome che volevi, solo su e-drome.
Come? Ad esempio nel caso www.registr@zione.net è bastato registrare il dominio zione.net, il www.registr@ è un host header name che abbiamo aggiunto noi. Capito il trucco? Per ora non possiamo dirvi altro; restate sintonizzati!
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Ehhhh??? Questo spazio è disponibile!!!
Sono anni che se ne discute e per certi versi non se ne può più di aspettare: COM, NET e ORG sono spazi troppo affollati. Gli accaparratori non sono stati ad aspettare ed un numero ormai enorme di dominii è stato acquistato col solo scopo di essere rivenduto ad un prezzo 100 volte superiore. Constatiamo continuamente che il dominio che volevamo è occupato, ma non è stato utilizzato per anni, è ingiusto!
Lo sapevate già? Da anni è in discussione, ormai, il progetto di ampliare lo spazio dei gTDL (global TLD, quelli come COM, NET e ORG). Intanto che qualcuno inventa nuovi modi di sfruttare il TLD regionale di qualche isoletta del Pacifico, Mike Roberts, direttore esecutivo dell'ICANN, sostiene che manca solo un passo per la chiusura della pratica. Qualche perplessità rimane, ma per i nuovi domini la strada sembra in discesa, e l'ICANN ha iniziato ad esaminare le proposte giunte per la creazione delle nuove estensioni: .INFO, .BIZ, .PRO, .NAME, .COOP, .MUSEUM, .AERO.
Purtroppo, prima di queste, c'è la richiesta che arriva dall'Unione Europea per la creazione, nel più breve tempo possibile, dei domini .EU, e pare che anche questa volta non siamo così lontani dall'obiettivo. Dico purtroppo perchè non vorrei che alla fine non se ne faccia niente di nessuno, infatti, il mese scorso, l'ICANN ha deciso di inserire in una "corsia preferenziale" il dominio richiesto dall'Unione Europea. Ed è probabile che le pressioni che arrivano dall'Unione, comprese quelle che giungono da numerose imprese, riescano a superare qualche perplessità dello stesso Roberts che ammette in modo enigmatico che "è difficile decidere: c'è il desiderio di fare la cosa giusta, anche nelle occasioni in cui le ragioni di alcuni non sono così ovvie". Come appare scontato, l'ultimo ostacolo al varo delle nuove estensioni riguarda la conclusione delle trattative con l'Unione Europea, relativamente a chi gestirà la nuova estensione.
Come noto, i sostenitori dei domini .EU in Commissione Europea ritengono che la nuova estensione favorirebbe lo sviluppo della Rete europea soprattutto sul piano del business. Una serie di studi effettuati in questi mesi dimostrerebbe infatti l'importanza di questi domini per accelerare l'adozione di Internet in Europa. Resta da vedere quanto queste motivazioni riusciranno ad accelerare il processo decisionale, senza contare che molti (anche chi scrive) nutrono parecchie perplessità al riguardo: l'esistenza del TLD .EU poco o nulla potrebbe cambiare nella sostanza, riguardo al ritardo europeo accumulato sul commercio elettronico, e non si capisce in che modo il nuovo TLD, da solo, potrebbe ovviare.
Per concludere auguriamoci che siano presto approvate tutte queste estensioni, ma soprattutto che siano liberalizzate come gli attuali gTLD: che cosa ce ne facciamo di nuove estensioni che possiamo gestire solo come gli attuali .IT?
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Ehhhh??? Questo spazio è disponibile!!!
Una attività online è, per la legge italiana, una qualunque attività di
vendita a distanza. Sorpresi? Anche prima di Internet si vendeva a distanza, ad
esempio per corrispondenza, solo che Internet introduce qualche novità, che ha
messo in guardia il legislatore. Infatti il settimanale The Economist ha
presentato recentemente un'inchiesta sul tema "Globalisation and the tax",
dedicata appunto all'esame delle implicazioni fiscali del commercio elettronico,
che ha intitolato "Il mistero del contribuente scomparso".
Ad esempio un'indagine della ATO ha riscontrato che per circa il 15% dei domini
appartenenti al TLD .AU (AU è il cc dell'Australia) era impossibile identificare, neppure
tramite gli archivi della Registration
Authority, i reali titolari dell'attività commerciale. Senza fare indagini
possiamo sicuramente affermare che è vero: chiunque di voi abbia utilizzato il
nostro sistema (o altri sistemi di registrazione automatici) sa che è possibile
inserire qualunque dato sia durante la fase di registrazione che
successivamente, anche per il ben più noto TLD globale (COM, NET e ORG). E
questa è una caratteristica conosciuta e comune a vari sistemi di registrazione,
curioso che si pensi di voler rintracciare un evasore partendo da questi
archivi.
Non è difficile immaginare che tassare il commercio online pone una lunga lista di
implicazioni, problemi teorici e difficoltà
pratiche. I problemi da affrontare in effetti non sono pochi e, soprattutto, non sono
facili da risolvere. Per esempio negli Usa non esiste l'Iva, ma un sistema di
tassazione basato sulla sales
tax (imposta sui consumi), di competenza statale, che pertanto è applicata con aliquote
molto diverse da Stato a Stato.
Per ciò che concerne la fatturazione elettronica, un apposito Gruppo di lavoro presso
la Ue sta esaminando le problematiche relative all'argomento. Queste si possono
dividere in questioni relative alla sicurezza e questioni di carattere fiscale.
Gli aspetti relativi alla sicurezza sono:
- assicurare che il mittente corrisponda all'identità dichiarata;
- assicurare che né il mittente né il destinatario possano negare l'avvenuto scambio
di messaggi;
- assicurare che il messaggio non venga alterato nel passaggio;
- assicurare che nessun altro possa leggerlo;
- assicurare l'integrità della sequenza delle fatture.
Sul piano formale, la Commissione ha manifestato l'intenzione di raggiungere un'armonizzazione
generale delle regole sulla fatturazione, imponendo un unico standard (con elementi stabiliti
in modo tassativo anziché, come previsto
sinora) da applicare qualunque sia il supporto utilizzato. Come avviene tuttora
i dati obbligatori dovrebbero essere:
- data di emissione;
- numero progressivo;
- partita Iva del fornitore;
- identità e ragione sociale del cliente;
- data della cessione o prestazione;
- base imponibile distinta per aliquota;
- aliquota.
Altro nodo problematico riguarda il fatto che ci sono interessi diversi dei singoli Stati,
in relazione alla loro posizione competitiva.
Nell'e-commerce si sta infatti creando una divaricazione tra Paesi esportatori netti e Paesi
importatori netti, e questa asimmetria contribuisce a rendere più difficoltoso disegnare un
sistema di tassazione che sia insieme equo e condiviso da tutte le parti.
Quanto alla situazione generale del nostro Paese, a causa dei ritardi che purtroppo registriamo
nell'utilizzo commerciale della Rete, siamo destinati a far parte, in assenza di robusti interventi,
del gruppo degli importatori netti. Secondo un'indagine di Data Bank nel 2003 l'Italia dovrà
fronteggiare un deficit di 22.000 miliardi di lire nel commercio elettronico.
Si prevedono infatti 5.300 siti nel 2003, capaci di alimentare transazioni per circa 10.600
miliardi. La domanda italiana di acquisti on line dall'estero sarà invece attorno ai 33.000
miliardi.
Buon Anno!
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